Licenziamento: come impugnarlo e quali sono i tuoi diritti
Settembre 2026
Ricevere una lettera di licenziamento è un momento difficile. Conoscere i propri diritti e i tempi per agire è fondamentale per tutelare la propria posizione. In questa guida vengono affrontati i punti essenziali.
Quando il licenziamento può essere impugnato
Un licenziamento può essere contestato quando è:
- Privo di giusta causa o giustificato motivo: il datore non ha un motivo valido
- Discriminatorio: basato su sesso, età, religione, orientamento, gravidanza, disabilità
- Ritorsivo: conseguenza di una rivendicazione legittima del lavoratore
- Viziato nella forma: mancata contestazione disciplinare, assenza di motivazione scritta
Quanto tempo ho per impugnare un licenziamento?
I termini sono perentori e molto stretti:
- 60 giorni dalla ricezione della comunicazione di licenziamento per inviare la lettera di impugnazione stragiudiziale (raccomandata A/R o PEC)
- 180 giorni dall’invio della lettera per depositare il ricorso in Tribunale
Se questi termini non vengono rispettati, il diritto all’impugnazione decade definitivamente. È essenziale rivolgersi a un avvocato il prima possibile.
Cosa fare se non mi pagano lo stipendio
Il mancato pagamento dello stipendio costituisce un inadempimento grave del datore di lavoro. I passi da seguire sono:
- Raccogliere le prove: buste paga, contratto di lavoro, estratti conto che dimostrino il mancato accredito
- Diffida formale: tramite avvocato, con intimazione a pagare entro un termine
- Decreto Ingiuntivo: se la diffida non produce effetti, si può ottenere un ordine del Giudice in tempi rapidi
- Dimissioni per giusta causa: in caso di reiterato mancato pagamento, il lavoratore può dimettersi conservando il diritto alla NASPI
Recupero del TFR
Il TFR (Trattamento di Fine Rapporto) spetta sempre al lavoratore alla cessazione del rapporto, qualunque sia il motivo. Se il datore non lo versa entro i termini di legge, è possibile agire con Decreto Ingiuntivo. In caso di insolvenza del datore, il lavoratore può rivolgersi al Fondo di Garanzia INPS.
Mobbing: cos’è e come tutelarsi
Il mobbing è un insieme di comportamenti vessatori, ripetuti nel tempo, che mirano a emarginare il lavoratore. Per poterlo dimostrare in giudizio è importante:
- Documentare ogni episodio (date, fatti, testimoni)
- Conservare email, messaggi e comunicazioni
- Segnalare la situazione per iscritto al datore di lavoro o al medico competente
In conclusione
La tutela del lavoratore passa dalla tempestività dell’azione e dalla qualità delle prove. Un colloquio con un avvocato specializzato permette di valutare la situazione e definire la strategia migliore. Lo Studio assiste lavoratori a Milano e Cinisello Balsamo.
Gli articoli hanno scopo divulgativo e non sostituiscono la consulenza professionale.